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Le polemiche servono solo a chi le fa

26/06/2018

Sono felicissima del prossimo appuntamento del 7 luglio in Basilicata. A Viggiano, sede del Gruppo Lucano di Protezione Civile, si parlerà di prevenzione e resilienza per combattere gli incendi, presentando un decalogo al Ministro dell’Ambiente, al capo della Protezione Civile e alla responsabile dell’Agenzia ONU sui grandi rischi, che vengono appositamente in Lucania.

Dalla terra dei boschi, un contributo al Paese, per arginare una nuova estate tra le fiamme, come negli scorsi anni. Eppure, mi è arrivata voce, che qualcuno abbia protestato: parlare di incendi a Viggiano?? Ma come, la fiamma che brucia tutti i giorni è quella alimentata dal gas e dalle estrazioni del petrolio! Gli incendi? che c’entrano? Che vuol fare la giornalista che coordina l’iniziativa, mistificare la realtà? Ignora, la Carmen la spinta fortissima dell’opinione pubblica lucana , che vuole risposte all’inquinamento? Che si batte per difendere il diritto alla salute?

Se Dio vuole, ho un carattere positivo e ottimista e – se volete – anche una comprovata resilienza, che vuol dire aver imparato a resistere per ricominciare, con una sana voglia fare il meglio, ogni volta che si può, dandosi obiettivi e credendo nei progetti e nelle persone. A prescindere.

La protezione civile l’ho intercettata tante volte nella mia vita professionale. Sono state esperienze in gran parte positive, comunque legate alla qualità degli uomini e delle donne, che in modo volontario, ma in termini professionali, si mettono a disposizione della comunità.
Il Gruppo Lucano di Protezione Civile l’ho incontrato in un fumetto sul terremoto dell’Aquila. Un fumetto? Oggi l’espressione sarebbe un’altra: grafic novel. In ogni caso, era il racconto per immagini di un’esperienza straordinaria.
Accadeva anni fa.

Nelle vie del centro dell’Aquila, ancora illuminato dalle fotocellule, finalmente incrociai i volontari del gruppo e il loro capo, Beppe Priore. Mi piacquero subito. Gente dalle mani forti, aperte, la divisa gialla, il sorriso grande. Tornavano sui luoghi dove avevano operato nell’emergenza, per portare un’auto-emoteca comprata con una raccolta spontanea e con il contributo della Fidas, un’altra bella associazione di volontariato, molto presente in Lucania.
Siamo stati insieme, si è parlato della cose che fanno bene, mi hanno raccontato una storia. Lo sapete come era nato il gruppo? Dobbiamo ritornare addirittura agli anni ‘80.

Io lo ricordo quel momento, in quell’anno tondo, il 23 novembre. Ero a Roma, quando appresi la notizia del terremoto. In poche ore mi misi in viaggio per Potenza, dove risiedeva la mia famiglia con coperte, medicine, generi di prima necessità. In quei giorni ero precaria in Rai, ma lavorai gratuitamente alla radio lucana per fare la mia parte: smistare i soccorsi, così le richieste d’aiuto, mettendo in fila le offerte d’intervento. C’erano allora anche quelli che sarebbero diventati i primi volontari del Gruppo Lucano. E loro presero una decisione: dinanzi agli aiuti che arrivavano da ogni parte del Paese, Beppe Priore e gli altri, da quel momento, mettendo radici a Viggiano, avrebbero lavorato per restituire quanto avevano ricevuto da tanti e da tante parti del Paese.Il Gruppo Lucano è nato così.

Circa un mese fa ho appreso, che nonostante l’impegno e la presenza in infiniti teatri di crisi nazionali ed internazionali, il Gruppo è in difficoltà economiche perché non arrivano i fondi regionali.
L’iniziativa ideata ha un duplice scopo: dalla Lucania, terra di boschi un contributo al Paese, in termini di conoscenza ed esperienza nella lotta contro gli incendi; per il Gruppo, il diritto/dovere a continuare il proprio lavoro, oltre le ristrettezze regionali, rendendone partecipi le autorità nazionali.

Per il resto, lo dico con altrettanto piacere, come ho già scritto su questo stesso sito, il Ministro dell’ambiente ha raccolto l’appello delle mamme di Policoro, espresso in una lettera aperta al suo indirizzo, alla quale ho dato il mio contributo, portandola alla Sua attenzione .
Queste mamme libere potranno raccontare direttamente a lui quanto sta loro a cuore per cominciare un nuovo percorso, che porti risultati concreti proprio in tema di inquinamento e di lavoro.
Chiunque abbia a cuore la nostra terra pensi positivo insieme a chi lo sta facendo, con spirito di resilienza. Le polemiche? Servono solo a chi le fa.

 

Pubblicato su https://www.basilicata24.it