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La mossa di Calenda

06/03/2018

Brillante la mossa di Calenda:  
il Pd sprofonda,¬†io domani mi¬†iscrivo. Non bisogna fare un altro partito, ma risollevare quello che c‚Äô√®.‚ÄĚ Il ministro uscente dello sviluppo economico, romano, 45 anni,¬†4 figli, tanti incarichi internazionali,¬†lunga esperienza nel mondo dell‚Äôimpresa e nei giri che contano, ha fatto¬†strike con un¬†tweet. Ha¬†buttato gi√Ļ i birilli,¬†si √® preso un sacco e una sporta di complimenti e sono stati in¬†tanti¬†a rispondergli,¬†tra cui¬†Renzi, (suo malgrado, se non a sua insaputa) che¬†continua con cinismo a giocare¬†sul filo di lana, mentre il¬†partito¬†alla fine¬†√® in subbuglio, moderati compreso. Non si vive di spot e la realt√†¬†di tutti i giorni lo dimostra:¬†per i pi√Ļ la vita resta uguale. Ma¬†un semplice click¬†e¬†una mossa azzeccata,¬†muovono¬†percezioni, promuovono idee¬†e spostano¬†consensi.¬†In una sequenza rapida, con i fatti in successione.¬†Vediamo.

Sui giornali,¬†appena svegli,¬†i titoloni sul malumore dentro il Pd dopo le dimissioni a scadenza di¬†Renzi, comunicate ieri pomeriggio. Per molti, lunghe discussioni fino a tardi e una notte agitata. A prima mattina, il grande vecchio della sinistra, Emanuele Macaluso, che afferma alla radio,¬†categorico e forse pi√Ļ alterato che amareggiato:¬†‚Äúil Pd non √® pi√Ļ un partito‚ÄĚ.Dice che non c‚Äô√® confronto,¬†che non si discute,¬†che¬†non si condividono le scelte. In sostanza ‚Äď dice - che uno¬†solo¬†decide per tutti.¬†E non va bene.¬†A stretto giro, gli¬†fa¬†sponda, sempre alla radio,¬†Piero Chiamparino:¬†‚ÄúServe una gestione collegiale‚ÄĚ. La chiede subito,¬†esulle scelte che contano (le nomine di Camera e Senato, le¬†alleanze per garantire la governabilit√†). ¬†Chiamparino si dice disponibile ad una sua candidatura alla segreteria, se necessario. Rincara poi¬†la dose: ‚ÄúSono i vincitori che devono fare una proposta. Poi valuteremo‚ÄĚ.¬†E‚Äô il¬†controcanto¬†al ‚Äúniet‚ÄĚ di¬†Renzi. ¬†Non passa un‚Äôora e arriva il¬†tweet¬†di¬†Calenda. A¬†seguire,¬†commenti¬†a valanga.¬†Bench√©¬†lo stesso¬†Calenda, con fair play istituzionale, avesse cinguettato: da non iscritto al partito non critico il segretario.¬†

Di questa situazione, tuttavia, colpisce la sua precarietà, laddove sembra già bypassato il voto dei cittadini, oltre alle reazioni di pancia e non di testa degli addetti ai lavori, che antepongono senza ritegno gli interessi personali a quelli del Paese.

Il punto non √® se e cosa porter√† Carlo¬†Calenda¬†al Pd ‚Äď potrebbe anche essere roba da poco, come sostiene Galli della Loggia ‚Äď ma il senso del¬†‚Äúliberi tutti‚ÄĚ che si sta determinando. ¬†

E’ logico che i voti del Pd servano a chi ha vinto per governare. E’ una questione di matematica, a destra come per i 5 stelle. E’ logico anche che in tanti non siano d’accordo dentro quel partito (è duro immaginare i selfie con la bionda Meloni e il corvino Salvini, oppure con l’empatico Di Battista) che magari si spaccherà ulteriormente, dopo aver perso le elezioni.Ma se ne deve discutere, appunto, puntando su un nuovo leader, magari per una transizione. 

L‚Äôaltro scenario, con il Pd¬†all‚Äôopposizione¬†‚Äď la linea imposta da¬†Renzi¬†‚Ästsempre immaginando¬†la governabilit√†,¬†vedrebbe¬†la paventata, bench√© smentita, alleanza tra i vincitori.¬†Ovvero l‚Äôaltro Matteo e Luigi da Pomigliano.¬†

E se ci fosse una terza via?¬†Carlo¬†Calenda, forse,¬†ha indicato¬†indirettamente¬†una strada: perch√© una personalit√† esterna non potrebbe guidare nel nome dell‚Äôunit√† una compagine litigiosa, che tuttavia ha bisogno di sostenersi a vicenda? ¬†Nel caso di un governo, certo,¬†sarebbe¬†tutt‚Äôaltra¬†partita:¬†pi√Ļ¬†complessa e delicata. Ma le¬†menti raffinate¬†non mancano¬†nel nostro Paese.¬†E si¬†pu√≤ contare sulla¬†saggezza del Colle.