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Vent'anni di solitudine.

Nella sala Aldo Moro si parla di Sud. 

26/10/2015

Vent'anni. Due generazioni. Il tempo per la giovinezza e per lasciarsela alle spalle. Il tempo per i progetti che hanno una visione, ma anche per le occasioni che oramai sono definitivamente perdute. Nel libro di Giuseppe Soriero, vent'anni sono il tempo della solitudine e al centro di questa solitudine c'√© il Sud. Sono pagine dense di considerazioni, di cifre, di citazioni. Scorrono i problemi di sempre: le teorie keynesiane e neo-liberiste, i mali del Sud e i mali d'Italia, gli sprechi, il federalismo inceppato, la solidariet√† senza coesione territoriale oppure sociale; cambiano per√≤¬† le domande: esiste ancora il Mezzogiorno? C'√© un Mezzogiorno senza Meridionalismo? √Č un vizio d'origine o a questo punto il Sud √® utile al Nord? E non mancano le proposte: una Zona economica speciale a Gioia Tauro per rafforzare la filiera logistica italiana tra l'Europa √® il Mediterraneo.

Il mondo è cambiato. Chi lo dice che non può cambiare anche il Sud?

Chiunque si occupi della questione, per dovere di nascita, studi o interessi, si ritrova nelle pagine di Soriero. Anzi, la consapevolezza, che pure accentua la rabbia, forza la necessit√† del confronto. Parliamone. Parliamone di nuovo e in modo nuovo, perch√© intanto il mondo √© cambiato. Chi lo dice, che non pu√≤ cambiare¬† anche il Sud? Certo, i problemi non si risolveranno da soli, come non bast√≤ cancellare la Cassa del Mezzogiorno per azzerare la corruzione, n√© oggi¬† si potranno fare scelte senza risorse, ma lo "scambio ineguale" , che in passato aveva teorizzato la semantica marxista, resta tuttora il punto da cui ripartire: il Sud deve poter mirare ad uno "scambio eguale"¬† e dunque le vocazioni del Sud non possono rimanere enunciati, ma devono diventare progetti. Intanto, per√≤, che venga rivisitata anche la semantica! che vuol dire Sud?¬† √Č oramai il sinonimo di ritardo? distorsione? rassegnazione? miseria? √Č una nozione geografica? La¬† Lombardia per√≤ √© a sud delle Alpi e le regioni del Mediterraneo sono a sud della Sicilia. E stanno cambiando i Sud di altre latitudini, con problemi simili se non peggiori di quelli che abbiamo noi. Queste terre di mezzo, circondate dal mare,¬† che per anni hanno rappresentato la questione meridionale, oggi, nell'era digitale, possono ritrovare la centralit√† che pure hanno avuto nel loro lontano passato, quando¬† non c'erano i bit, ma si navigava pi√Ļ di oggi. Viviamo il tempo dei salti, non pi√Ļ dei passi.

Serve una rivoluzione delle ginestre.

La storia corre in fretta. Probabilmente¬† serve una rivoluzione, anche da noi, magari la chiameremo "la rivoluzione delle ginestre" , perch√© il cambiamento √© indispensabile, come lo √® l'innovazione. E si dovr√† cominciare dalle classi dirigenti, anacronisticamente paternalistiche e inefficienti, quando non si sono dimostrate corrotte. Ma se Guido Dorso diceva, che il Sud non ha bisogno di carit√†, bens√¨ di giustizia, oggi ci√≤ che serve √®¬† soprattutto la fiducia. √Č stata la mancanza di fiducia, infatti, che ha portato la valigia¬† di chi se ne √® andato , anche se non ne avrebbe avuto voglia. Le speranze hanno fallito e potranno fare la differenza solo i¬† segnali concreti di un cambiamento possibile. Intanto, dunque, scelte mirate sulle infrastrutture, che come la Zona speciale di Gioia Tauro potrebbero avvicinare il Sud all'Europa e l'Europa al Sud; le infrastrutture digitali, che cambiano il senso delle distanze e¬† valorizzano il tessuto produttivo e sociale locale; un nuovo verso nell'accesso al lavoro, privilegiando finalmente il merito √® non pi√Ļ le cordate o le famiglie.

All'equilibrio del Sud mancano le donne.

Un segno forte, sarebbe anche una seria politica di genere. All'equilibrio del Sud mancano infatti le donne. Sono loro, che hanno custodito comunque nel tempo i valori sociali, come l'economia delle famiglie, benché sia stata negata, a cominciare da loro, la crescita.

 

Pubblicato su l'Unità del 26 ottobre 2015