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Myrrha...Il dono del Sud 

23/07/2015

Che il Sud sia emarginato, è un dato di cronaca. Un recente libro, parla di “Venti anni di solitudine”, le news quotidianamente raccontano il degrado dei luoghi e della vita, tra storie di mafia e di silenzi. Ma come è bello stare a Sud, come è magnifico il Sud. C’è l’umanità più calda, la bellezza sfrontata dei paesaggi, l’emozione dell’arte. Ci sono storie di successo e comunque di tenacia, di coraggio, di solidarietà. Se ne parla troppo poco. Prevalgono la rassegnazione e i luoghi comuni. E’ più facile. Fa più comodo. Gli stereotipi danno quiete alle coscienze. Se appena sollevi lo sguardo, però, questo Sud ti viene incontro. E finalmente, sono più numerosi coloro che lo cercano, nell’urgenza di cambiare verso. E’ importante ripartire dagli esempi positivi per fare contagio positivo, tornando a seminare la fiducia, che porta il cambiamento. Da qualche mese è online il magazine Myrrha. Con un neologismo un “webzine”. Si tratta, infatti, di una pubblicazione, che nasce sul web senza rimanere però prigioniera della logica del web. E’ l’invito ad uno slow-food intellettuale, cercando il confronto. Si parla di riqualificazione ambientale, di esempi di eccellenza, (che non sono eccezioni) di sfide raccolte e di sogni realizzati. Si parla di quel Sud, che i media trascurano. L’obiettivo di Myrrha, al cui progetto ho aderito volentieri, è stimolare la discussione e dunque un “fare condiviso” per ricostruire quell’immagine sciupata, che ci viene riproposta ogni giorno.  Non c’è un altro Sud, ma è lo stesso Sud, che deve essere visto con occhi diversi, soprattutto che deve liberarsi della zavorra di una classe dirigente spesso inadeguata, se non corrotta. Grazie alle tecnologie, si proverà ad allargare il cenacolo dei pensieri, ma poi soprattutto delle proposte, che dovranno diventare progetti, grazie al cuore e all’esperienza di donne e uomini migliori. Il secondo numero uscirà a settembre, intanto si ragiona: Senza fretta. Male non fa.