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Consideriamoli per quello che si sono dimostrati: abitanti di paesi bassi

20/02/2015

Immaginate Rotterdam, un immenso porto, controlli e permessi dappertutto,  traffico ordinato, la nebbia fredda del nord. Non c'è rumore nelle strade, tutto è fermo e tutto è anonimo nelle architetture omologate di vetro cemento e acciaio, che svettano su parchi grigioverdi, mentre il vecchio quartiere di Delfshaven, l'unico pezzo del passato (quattro casette aguzze in mattoncini colorati, con vicino un vecchio mulino)  é stato lasciato agli  immigrati. Vengono da qui i vandali di Roma.

Che ne possono capire questi giovani della bellezza? Cosa ne sanno della storia?  Perché dovremmo considerarli evoluti, se anche nella cultura del cibo si fermano alle salsicce e alle aringhe, aggiungendo magari quel grasso formaggio, che si chiama Edammer? Nella rabbia infinita dello stupro di Roma commesso dagli olandesi, dovremmo anche trovare l'orgoglio di trattarli da barbari, quali si sono dimostrati. È vero: duecento teppisti non identificano un popolo, ma quale popolo e quale rappresentate di un popolo degno di questo nome può rispondere, dicendo semplicemente no al risarcimento di una violenza così efferata? Diventano offensive le scuse di maniera. Perché dovremmo tenerci i pregiudizi contro gli italiani, che si comportano in modo irreprensibile all'estero, mentre vengono bollati come spaghettari e mafiosi,  quando gli altri da noi arrivano alle offese così estreme? Va detto: si sono dimostrati  barbari.  Hanno dato il peggio di se'. Hanno pisciato sui muri dei palazzi, hanno percosso la delicata eleganza della Barcaccia, offeso una città e i suoi cittadini, sporcato come i porci,  hanno messo  paura.  Che ci sia almeno per loro la gogna mediatica. Consideriamoli  per quello che sono stati: abitanti di paesi bassi.