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Web-Tv si cambia

21/01/2015

Teletopi 2015, si cambia. 
Il premio alle Web Tv italiane diventa non il traguardo, ma un nuovo punto di partenza attraverso  narrazioni originali, ma condivise, per una lettura del Paese dal basso, funzionale ad una visione unica, nel suo genere, per modalità ed obiettivi.
Le micro televisioni sparse lungo lo stivale sono proliferate a centinaia negli ultimi anni, tuttavia, sulla pista di decollo, le più sono rimaste a terra, in molti casi, senza carburante. E' la conferma, che l'entusiasmo non basta, se l'impegno non diventa professione. Come il rapporto con il territorio si arena, quando si affida alla generosità, più che ai bilanci. Quello delle Web Tv, dunque, si può considerare un ruolo strategico rimasto incompiuto, anche perchè è mancato il momento della sintesi e un  modello di riferimento. Il potenziale non è stato valorizzato.  
Ma nelle accelerazioni che viviamo si può ancora attendere? 


Real time web
La Rete ogni giorno ci dice che si cambia. Ci sono nuovi percorsi, ogni giorno. Le idee diventano cose ( lo dice meglio l'inglese: goods, beni) e si consumano, in un mercato tuttavia sempre diverso, dove i ruoli non sono più definiti come in passato, già che fa premio la partecipazione, nozione diversa nel Web da quella del mondo reale. La dimensione virtuale, in pratica, ha modificato la legge dell'offerta e della domanda, ovvero da una parte chi vende dall'altra chi compra, perchè si alimenta un brianstorming continuo nella socialità digitale, che conduce a nuovi concept.Il real time web è oramai conversazione, una conversazione fatta di interazioni e punteggiature collettive. 


la Piramide
Citando la piramide di Cosma, elaborata da De Felice ( pensare che questo nome alla mia generazione evocava la storia del fascismo!!) e prima ancora la piramide di Marlow o le altre che nel frattempo saranno state costruite, dalla base della connessione ( essere connessi è appunto la condizione di base imprescindibile e irrinunciabile dell'oggi, dalla quale comunque si parte) si va verso l'alto, puntando all'apice della piramide. E cosa c'è in cima? Lo schema lo definisce: "il bisogno dell'autoaffermarmazione/ autocelebrazione". In pratica, la partecipazione si apre ad almeno due possibilità, come una scala bilaterale a poker:galleggiare nell'oceano dell'interconnessione, rimanendo alla base della piramide, oppure schizzare al vertice dove potrà sgomitare il proprio Io. Per arrivare, però, servono gli altri due stadi intermedi del percorso ovvero la socialità e l'appartenenza. In sostanza,le community, i blog, ecc. 

 

Cogitamus
Nell'era digitale, alla massima cartesiana "cogito ergo sum", si è sostituito l'assunto sociologico "cogitamus", pensiamo insieme, affinchè io possa essere. Bruno Latour, sociologo e filosofo francese dei nostri tempi, lo ha teorizzato con riferimento alla scienza, che approda alle nuove scoperte grazie a un lavoro, che è insieme individuale e collettivo, ma si può applicare a tutti i campi dell'innovazione e naturalmente all'impiego delle tecnologie. Cogitamus...una visione nuova? Tutt'altro. La politica per esempio, non è sempre passata dal Tutto per arrivare all'Uno? Non serve il consenso nelle odierne democrazie,che significa partecipazione, per ottenere la legittimazione al governo e dunque al progetto di un cambiamento possibile? 


McLuhan resta attuale
Lo strumento è sempre la Comunicazione e il suo oggetto, il Contenuto, che però cambia a seconda del Mezzo. McLuhan lo aveva teorizzato mezzo secolo fa, quando l'era digitale non era neanche in embrione e l'intuizione ha retto al tempo e al cambiamento. Dunque, tornando alle Web Tv, bisogna capitalizzare la straordinaria creatività che hanno espresso. Bisogna rinnovarla, rendendola "good" (bene), che è insieme comunicazione positiva e valore economico.

Storytelling? Sì, grazie
Con l'edizione 2015 dei Teletopi, allora, vorremmo provare a far convergere  l'esperienza Web Tv verso le formule di comunicazione del momento, le più efficaci,le più suggestive. Le narrazioni. Storie, insieme cronaca e racconto, offerte alla partecipazione. Storytellings autorali, geolocalizzate, parte tuttavia di un progetto più ampio, raccolte in una proposta collettiva e quantificabile. Anche in questo caso, non è una visione nuova (ricordate gli zibaldoni, le corrispondenza a puntate di una volta o in tempi più recenti, le serie televisive fatte di episodi diversi, che attingono alle cronache del momento?) ma la differenza la faranno i mezzi di cui oggi disponiamo, mezzi che consentono di reinterpretare ogni formula. 

Un nuovo punto di partenza
Il prossimo 23 gennaio, all'università di Bologna si terrà una giornata di studi per ragionare sulla formula dei Teletopi per il 2015.  Valuteremo le storytellings intanto prodotte e approfondiremo i linguaggi più efficaci per realizzare le altre. Per chi ha fatto l'inviato Tv, le storie sono state sempre una straordinaria risorsa, quando finiti i fatti, si dovevano tenere ancora accesi i riflettori. Non solo, le  piccole storie rendevano più facile raccontare la grande storia. E' il gusto delle narrazioni,dunque, che va ritrovato e trasmesso. Questa prerogativa non è più solo dei professionisti, come in passato. Oggi, con i mezzi a disposizione, può diventare un bene diffuso. Attenzione, però: se per la scrittura servono regole e architetture, uguale è per le immagini, per le quali, gli effetti speciali non risolvono. A fare la differenza sarà sempre l'estro e ancora di più il talento, ma gli errori di grammatica francamente disturbano... e così la sintassi sbagliata. Sarebbe molto bello poter raccontare il Belpaese dal basso, offrendolo alla partecipazione. Sarebbe un valore aggiunto straordinario, ma per costruire il nuovo serve la conoscenza di ciò che è stato.

da Teletopi.it