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E' lecito chiedere qualcosa di pi√Ļ per questa regione

01/10/2009

La tua terra te la porti nel cuore. E’ lì la tua radice, più tenace nei tanti ritorni, mentre gli affetti custodiscono emozioni e amarezze. Eppure, il presente ferisce i ricordi. La Potenza di oggi ti delude: è sciatta, trasandata. E’ più povera, è più lontana. Ha strade interrotte e vecchie linee ferroviarie col singhiozzo. Nelle piane industriali, ti smarrisci davanti ai troppi cancelli chiusi. Dove sono le botteghe, in città? Non trovi il pane nelle jeanserie, l’una a distanza dall’altra dieci passi, lo sconto non riguarda la musica: è troppo alta. E ci sono bottiglie sparse, se giri sul corso tardi, la sera, ma sono le stesse che ritrovi di buon ora la mattina, mentre il traffico è già caotico. Di grazia:  perché scuole e uffici sembrano schizzati sul territorio, macchie senza logica apparente, disperse ai quattro punti cardinali, e senza strade, senza marciapiedi, senza trasporti pubblici, mentre il sole scompare tra i mattoni? Ti si affaccia anche un dubbio: il verde è scomparso dalla città, perché è oramai un colore politico?  Ma non la senti la politica, non è materia viva, non fa più la differenza, chi vive qui la subisce, come subisce – lo dicono gli occhi di genitori e figli- un presente che non costruisce futuro. Eppure, un lucano -recitava la pubblicità qualche anno addietro – vuole qualcosa di più dalla vita.

Per fortuna, più viva è Matera, con i suoi sassi  che si aprono al turismo e all’arte in un percorso di restauro, che non si è più fermato e che accoglie visitatori entusiasti e incantati. Benché, l’economia intorno sia più secca della paglia. E l’orgoglio sembra appassito, insieme alla dignità, perché si deve chiedere ciò che invece sarebbe un diritto. Viene il presidente Napolitano in visita ufficiale in Basilicata. Benvenuto, Presidente. Sarà un momento alto, l’occasione per richiamare l’attenzione su questo angolo di sud bellissimo e dimenticato.  Ma che senso ha, in una visita di poche ore, ricordare ciò che ogni giorno si trascura, senza peraltro rendersene conto?

Il Quotidiano della Basilicata - editoriale